Dude Where is My Beer è il videogame sulla ricerca di una pilsner in un mondo fatto di geeks

Provate a immaginarvi a metà delle 15 ore di viaggio di fine vacanza. I sedili ultrastretti, l’odore di carro merci, il condizionatore sparato a meno 20 mentre fuori la temperatura percepibile è 60 gradi. Quando finalmente il pullman si ferma in Autogrill entrate, cercate il magico menù Camogli + Peroni e, invece, trovate solo una raffinatissima mensa elegante. Vi rendete conto che, con gli ultimi soldi, potete solo permettervi un bicchiere d’acqua. Dude Where is My Beer, il videogioco sulla birra di Arik Zurabian & Edo Brenes, parte in maniera molto simile.

Catapultati in una Oslo fumettata, Dude Where is My Beer è la personale odissea di un cercatore di pilsner in un mondo fatto baretti hipster, pub quiz ed extra geeks illustrati, percorrendo tutte le strade che vi portino alla birra tanto amata. Come ci racconta Arik lo sviluppo del gioco parte da un esperimento, coltivato nel tempo libero: «All’inizio doveva essere un piccolo progetto su persone che conosco a Oslo, sulla tendenza degli ultimi anni che ha visto l’apertura bar fantasiosi specializzati nella birra artigianale. Molte persone non capiscono questo concetto e vogliono solo godersi una pilsner economica in un bar, quindi ho cominciato a rifletterci e a pensare come fare una storia satirica sulla loro percezione di craft beer».

Di satira Dude Where is My Beer ne è pieno, ed è quella divertente in un mondo che pecca spesso di autoironia. Servendovi di un solo mouse dovrete ricostruire tutte le storie della cittadina, passando fra microbirrifici, negozi di biciclette a scatto fisso, oscure discoteche nordiche e via via una serie di iconici personaggi che affollano il mondo della birra artigianale a livello di geeksitudine altissimo.

Sarete voi, interagendo con persone e oggetti a dover risolvere enigmi, tirare fuori verità dal nutrito numero di interlocutori e portare il roscio baffuto protagonista del videogame a trovare la sua beneamata pils. Dovrete sorseggiare Pale Ale for Sale, Dark New Countrymen Light Stout, Extra Ecstatic Tiki Frogner Pils e via dicendo, convincendovi che possano andare (non sarà così). Il roscio baffuto è dotato anche di una barra della sbronza (il Beer-o-meter) che, un po’ come GTA con la polizia o Tekken per la vita, misura la vostra barra di sobrietà aumentando ogni volta che bevete o diminuendo quando la faccenda si fa più lunga del necessario.

Dude Where is My Beer videogame birra
Dude Where is My Beer è un gioco punta e clicca old school, fatto di enigmi e procedimenti alla Monkey’s Island che, ogni tanto, rivela qualche problema di trama ma, tutto sommato, funziona alla grande. È un’immagine divertente e spassosa del mondo artigianale che si prende troppo sul serio e non concepisce qualsiasi altra cosa all’infuori di sé. Fra Brewer Master, UX designers, malty-aholic e via dicendo il buon roscio rappresenta la vecchia guardia che cerca di orientarsi in un mondo senza più certezze.

Arik e Edo sono due ragazzi, uno dalla Norvegia e uno dal Costa Rica che, dopo aver fallito una campagna su Kickstarter, hanno continuato a credere nel loro progetto, unendo passione per birra e videogame. Progettando e illustrando dall’inizio alla fine Dude Where is My Beer: «Sono stato molto felice quando, subito dopo alcune conversazioni con Edo, ho visto che aveva perfettamente capito tutto quello che volevo fare con il gioco! Essendo più ambizioso di me, ha innalzato il gioco a un livello più professionale non solo con l’arte fantastica, ma anche con il miglioramento dei puzzle e dei dialoghi. Quindi direi che siamo perfettamente si completano a vicenda. Edo e io abbiamo lo stesso umorismo e credetemi è molto importante quando collabori a un progetto come questo». Il loro incontro avviene nel 2019 su internet e via via cominciano a buttare giù le loro idee fino a pubblicarlo a fine 2020 con una serie di gadget fra cui una Pils prodotta da Beer Flag Oslo, un microbirrificio norvegese ultra punk (come fa capire il nome e l’estetica Black Flag oriented).

 

L’estetica oldschool stile Hell’Sandro di The Lure è sicuramente quello che ci ha conquistato di più, così come i dialoghi e le capacità di usare e muoversi in maniera indipendente nello spazio. Certo, ci voleva qualche bevuta che andasse oltre il tipsy, per vedere sbandare il buon ragazzo coi baffi, e scoprire cosa sarebbe successo ma Arik ci tiene a specificare che questo potrebbe accadere nel prossimo capitolo di cui lanceranno una nuova campagna.

Dude Where is My Beer ci piace perché non si prende sul serio e, in certi tratti ultra difficili, ti costringe a percorrere un cammino di ricordi e di bevute a livello superiore. Giocarlo in sbronza è un’opera hardcore, nel dubbio però bagnatelo con fiumi di baltic porter.

Ps. dedicato ai giocatori, vi consigliamo di usare costantemente i tasti use / open per gli oggetti che raccoglierete lungo la strada e che vi permetteranno di creare combinazioni impossibili che, altrimenti, potrebbero bloccarvi.

Dude Where is My Beer è disponibile su Pc e Mac su Steam a 12,99€