etichette birra artigianale 2020
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Le migliori etichette di birra artigianale del 2020

Mai come negli ultimi anni le etichette di birra artigianale sono diventate un vero e proprio campo di sperimentazione e trasformazione. Un movimento spinto anche dal rinascimento della lattina e dall’arrivo di una nuova generazione di birrai con uno occhio inevitabilmente diverso. Più che un semplice mezzo commerciale le etichette della birra artigianale, anche nel 2020, sono diventate parte fondamentale nella descrizione di una birra, rappresentando il lavoro del birrificio e la sua missione estetica che si mescola inevitabilmente anche alla degustazione.

Il 2020, per quanto sarà ricordato come un anno fatto di pigiama, serie tv e situazioni oltre il limite del pensabile, ha invece rappresentato un determinante cambiamento nel modo in cui gran parte delle birre artigianali del nostro paese hanno deciso di presentarsi. In questo articolo raccontiamo quelle che ci hanno conquistato di più, non come classifica ma come elenco in cui guardare un cambiamento, di fatto, che rappresenta questa rivoluzione del gusto. Di sapore, di rappresentazione, di estetica.

C’è chi ha l’album Panini e chi, invece, colleziona solo bottiglie rotte ed etichette da paura.

AFTER SAUNA / FARM VERSION – CRAK

Pilsner / Helles 

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Nella rivoluzione estetica delle etichette delle birre artigianali italiane è inevitabile partire da chi questo processo lo porta avanti da anni. Il Birrificio Crak frequenta un circuito differente e dà a ogni sua nuova produzione una connotazione grafica iconica, rappresentando una costante difficilmente replicabile. Fra le mille

uscite di quest’anno abbiamo deciso di premiare l’After Sauna che, insieme alla versione femminile dedicata alla Farm Helles, recupera i tratti di Joan Cornellà e ci porta un gran caldo dentro, rappresentando lo yin e lo yang nello scontro fra Pilsner e Helles su chi ha meno filtri.

La scelta del rosa (e viola) viene premiata quindi da un hype grafico dai livelli clamorosi.

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SMOKED BBQ – LUCKY BREWS

Smoked Porter – 6,7%

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Più che una semplice etichetta di birra artigianale è una dichiarazione di intenti. Lucky Brews per il suo lancio della Smoked BBQ si affida a Juta e fa bene, ottenendo una lattinona dall’alta iconocità: stile brooklyniano che rappresenta un palazzo degli heights con mattoni color cioccolato, finestre da cui spuntano personaggi-simbolo di un’epoca, da Wally ad Alf, passando per la sagoma di Hitchcock, e le fiamme che ci dicono tutto sull’affumicatura che berremo. Semplice ma diretta al punto, sembra un joint di Spike Lee dall’alto tasso di dolcezza.

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QUEEN – THE LURE

Choco Pepper Stout – 7% 

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Sarà il clima skate punk, l’aria da galera e la loro sincerità assoluta in fatto di birra ma per noi le etichette create da HellSandro per The Lure sono già un classico. Il cinismo delle loro produzioni entra a gamba tesa sui luoghi comuni dell’eterna lotta fra geeks e domenicals, creando atmosfere HC che ci ricordano i bei tempi in cui mangiare pipistrelli sul palco e scagliare bottiglie sul pubblico era la norma. Sulla Queen il programma è chiaro, le ghinness si bevono solo in Irlanda quindi inutile che ce le chiedi.

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HELSINKI – LIQUIDA

Baltic Porter – 7,7%

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La Helsinki di Liquida è il Capitano Achab delle Baltic Porter, con una balena glaciale a riempire l’etichetta. Lo stile di realizzazione, così limato ai limiti dell’iperrealismo, ci porta direttamente nelle profondità del Mare del Nord, al suo freddo e alla sua magia. La Baltic Porter diventa quindi un modo per scaldarsi e gustarsi le aurore boreali. I ragazzi di Liquida si scostano per un attimo dalle cover fumée delle loro produzioni per darsi alla corrente marina e lo fanno con grande classe.

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LATTINE VERSION – BIRRIFICIO LA GRAMIGNA

Linea tradizionale in lattina

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Il birrificio agricolo La Gramigna porta in lattina la sua linea pluripremiata con un salto nel mondo dei comics. Così La Genuina,  L’Illegale e tutte le altre diventano parte di un universo a base di colori fluo, personaggi fantastici ed eccentrici che cavalcano unicorni con tavole da surf, gatti irretiti su tavolate disordinate, sirene dal canto conturbante, articolando storie fantastiche che strizzano l’occhio alle scene di Mr. Pickles, privandole però della follia della serie di Adult Swim. Una linea grafica che ci convince perché totalmente fuori ogni canone.

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HOPS 4 THE GEEKS – BIRRIFICIO LA GRANDA

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L’intento del Birrificio della Granda di quest’anno è stato chiaro fin da subito, inaugurare un nuovo capitolo della propria storia con una rivoluzione in fatto di gusti e linee. Hops 4 the Geeks riassume quindi una componente fondamentale per la definizione e sperimentazione, in fatto di gusto e di estetica, che coinvolge i geeks della birra e sei fra illustratori, web e street artist e writer che danno alle lattine un valore aggiunto. Se per le ragazze venute dal futuro le etichette si riferiscono a una storia tuttora in svolgimento, quella di Hops 4 the Geeks chiede agli illustratori di interpretare secondo il loro gusto e tratto personale ciascuna delle birre proposte. Nascono così la No Mask, la Reveille e tutte le altre che diventano pezzi da collezione.

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NAYATT – BIRRIFICIO PORTA BRUCIATA

Neipa – 7,2 %

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C’è un certo fascino hopperiano che ha a che fare col midwest americano, una via di mezzo che va dalla pop art e si condensa nelle cartoline anni ’60 che rendono questa lattina qualcosa di magico e gradevole. Una tranquillità interessante che il Birrificio Porta Bruciata trasmette con colori caldi, fari e promontori, facendoci viaggiare solo con il gusto della loro birra. La chiave è interessante, la birra ancora di più.

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GHIGLIOTTINA, VERGINE DI NORIMBERGA e CULLA DI GIUDA – BOIA BREWING

Keller, DDH e American Ipa 

etichette birra artigianale boia brewing

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Atmosfera splatter, nero predominante e nomi che non danno possibilità di sbagliarsi. Boia Brewing Company entra nel profondo dei tuoi incubi per dargli una forma liquida. A nulla servono le illustrazioni per addolcire la pillola, perché è tutto già scritto. GHIGLIOTTINA, VERGINE DI NORIMBERGA e CULLA DI GIUDA: dove la paura non arriva ci pensa la sbronza. Il concept è chiaro ed è la celebrazione probabilmente migliore per questo anno da torura.

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WHEN ALL IT’S OVER.. – REBEL’S BREWERY

West coast IPA – 7%

rebel's brewing

Rebel’s ci pone una domanda secca, When all this is over, how do you want the world to be different? utilizzando uno stile minimale ma che colpisce nel segno. Pochi fronzoli, poche grafiche, solo un grande concetto che spinge ogni bevitore a porsi la domanda e a cercare, probabilmente, la risposta nella degustazione. Less is more vale ancora di più in questo progetto e, proprio per questo, va dritto al punto.

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VIVIENNE – IMPAVIDA

Vienna Lager – 4,8%

impavida vivienne

Impavida, così come Boia Brewing, è una delle novità di questo anno e il suo format è una ventata d’aria fresca nel mondo artigianale. La celebrazione di un’icona come Vivienne Westwood supera l’etichetta in sé, e ci porta direttamente in una realtà punk old school di quella Londra in cui la giovane Vivienne racconterà una storia tutta sua. Una celebrazione dovuta che si fonde nel tessuto di flanella quadrettato + spilla da balia che ha determinato uno stile e una storia unica nel suo genere e che viene finalmente raccontata al femminile dalle ragazze di Impavida.

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