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Il menu di capodanno per gli amanti della birra

Siamo ufficialmente entrati in quel momento dell’anno in cui la nostra energia mentale viene assorbita totalmente dallo studio del menu di capodanno. Ancora di più quest’anno che ci vede costretti a cimentarci ai fornelli o a una selezione funambolica dei migliori piatti che i servizi di delivery ci offrono. Ma arriviamo al punto. Quale può essere il menu ideale di capodanno per gli amanti della birra?

Sappiamo che i nostri lettori ci assomigliano, sono pigri e di certo non vorranno passare due giorni a cucinare, quindi scegliete uno di questi piatti a seconda della vostra tipologia di birra preferita.

Stout

Avete scoperto questo stile grazie alla Guinness. Basta fare gli snob, bisogna ammetterlo, è proprio andata così. È inutile quindi parlare di cosa contraddistingue una stout dalle altre birre, il suo colore tendente al nero, la schiuma densa e cremosa, i sentori di caffè e liquirizia, tutti li conosciamo. Sì, ma in cucina? Ecco che qui arriviamo in un territorio nuovo e ancora da esplorare. Allora mettiamoci all’opera. La stout è una birra abbastanza versatile in cucina dato che riesce ad accentuare alcuni sapori che siamo abituati a trovare nei nostri piatti. Grazie al suo aroma di caffè è perfetta per accompagnare i dessert o per diventarne l’ingrediente segreto (mai provato il birramisù?), si sposa bene con gli arrosti e i formaggi stagionati, ma quello che oggi vogliamo proporvi sono le cozze!

Una ricetta semplicissima e gustosa. In una casseruola capiente fate rosolare la cipolla tritata. Aggiungi le cozze ben pulite e mescolate energicamente a fuoco vivace fino a quando non si aprono. Una volta schiuse, innaffiate con un bicchiere di stout. Mescolate bene, salate e pepate quanto basta. Se fossimo in Belgio o in Francia a questo punto si aggiungerebbe una foglia di alloro, un rametto di timo e della panna fresca. Ma visto che da noi a dire una cosa del genere si rischia di prendere un matterello in testa, sarò democristiano. Fate come volete!

Ah, un’ultima cosa. Se preferite potete fare le cozze alla birra stout anche gratinate in forno. Seguite la ricetta classica e aggiungete un bicchiere di stout all’acqua delle cozze. Sentirete che bontà!

Birra consigliata:

Birrificio Maiella – Bucefalomenu di capodanno cozze birra

Indian Pale Ale – IPA

Le IPA sono le regine indiscusse del rinascimento birraio degli ultimi anni, tanto da diventare una sorta di simbolo del movimento artigianale, non possono di certo mancare nel menu di capodanno. Luppolate e spiccatamente amare, queste caratteristiche le rendono spesso difficili da abbinare. C’è da dire che la loro secchezza può aiutare a pulire la bocca dai cibi grassi, fritti e selvaggina (quanto ci piace sciacquarci la bocca con le IPA!) rinfrescandola per il prossimo boccone. In cucina si può usare per bilanciare i piatti molto speziati e saporiti, da evitare invece i piatti con sughi abbondanti e molto salati. In quel caso la birra si perderebbe. Noi vi consigliamo una bella Orata al cartoccio con un emulsione di IPA, pepe, timo e limone.

La ricetta è semplice, pulite le orate e sciacquatele bene. A questo punto in una ciotolina versate un po’ di birra e aggiungete una fettina di limone, una spolverata di pepe, del timo, sale e un filo d’olio EVO. A questo punto massaggiate con l’emulsione le orate sia internamente che esternamente. Riempite il pesce con le spezie rimaste, arrotolatolo dentro della carta stagnola e infornate a 180° per 40 minuti circa. Quando aprirete il cartoccio sentirete che profumo!

Birra consigliata:

Birrificio Stimalti – DIPA 2020menu di capodanno orata birra

Trappist Ale

Poteva mancare una ricetta con la birra trappista? Ovviamente no, tra l’altro è anche uno degli stili più semplici da abbinare in cucina ed è anche un ingrediente largamente diffuso in Belgio nelle preparazioni di zuppe e stufati. E dato che a capodanno le lenticchie non possono mai mancare (se invece che i soldi portassero birra le mangeremmo tutti i giorni) abbiamo deciso di proporvi una ricetta speciale a base di Tripel.

Iniziate soffriggendo in una pentola antiaderente la cipolla tritata con poco olio. Aggiungete tre foglie di alloro, qualche bacca di ginepro e, a chi piacciono, i chiodi di garofano. Quando la cucina sarà pervasa dal profumo (lo sentite il profumo dei soldi?) adagiate nella pentola anche della pancetta affumicata. A questo punto potete aggiungere le lenticchie, rigorosamente secche, per poi farle sfumare con un bel bicchiere di birra trappista. Ora potete aggiustare il sale e il pepe e continuare la cottura per un’oretta aggiungendo birra ogni volta che le lenticchie sembra che ti urlino: ho sete! Ricordate che le lenticchie tendono ad assorbire i liquidi anche dopo la cottura, quindi, se come a noi vi piacciono belle sugose, non siate parsimoniosi con la birra.

Birra consigliata:

Birrificio Foglie d’Erba – Gentle Giantmenu di capodanno lenticchie birra

Italian Grape Ale – IGA

Visto che più campanilisti degli italiani non c’è nessuno, non potevamo non menzionare l’unico stile birraio ufficialmente italiano, la IGA (Italian Grape Ale). Ebbene sì, anche l’Italia, da sempre terra di vini, ha la sua birra ufficiale (almeno dal 2015) e indovinate qual è la sua caratteristica distintiva? È proprio l’uva, che può essere utilizzata in diverse fasi della produzione sia in forma di mosto sia un forma di acini. E visto che il vero pioniere di questo stile è Nicola Perra (birrificio Barley) che creò, possiamo dire, la prima IGA utilizzando il mosto cotto di Cannonau, rimaniamo sull’isola e vi proponiamo una ricetta rivisitata della tradizione sarda: l’agnello in umido.

Lo stile IGA, essendo ancora molto giovane, viene prodotto con grande liberà e quindi capita spesso di bere delle IGA molto diverse tra di loro. Quello, però che non mancherà mai è la loro spiccata nota acida e il sentore di uva che ci permette di utilizzarla in cucina un po’ come facciamo con il vino. Prima di iniziare a cucinare vi consiglio di assaggiare la birra (non sarà poi un gran dispiacere) per capire il suo bouquet aromatico e capire fino a che punto spingervi. Perché le strade sono due: o utilizzate la birra per sfumare proprio come fareste con il vino o, se ve la sentite, potreste addirittura sostituire interamente il brodo con la birra e qui il menu di capodanno prenderà tutta un’altra piega. Noi ovviamente preferiamo la seconda strada. Quindi giù la carne a rosolare nella casseruola con cipolla, aglio, carota, pomodori secchi e il finocchietto selvatico. Aggiustare di sale e pepe e sfumare con un bicchiere di birra. A questo punto vi troverete di fronte a un bivio. O proseguire la cottura a fuoco lento per due ore e mezza aggiungendo di tanto in tanto il brodo, oppure sostituire il brodo con la birra e completare la cottura irrorando la carne con la nostra bevanda preferita. Ricordate giusto che ce ne vorranno almeno 2 litri. Verso fine cottura aggiungete una spruzzata di zafferano e il piatto è pronto!

Birra consigliata:

Birrificio Barley – BB10menu di capodanno stufato agnello birra

Cosa farebbe un vero amante della birra come noi?

Bella la cucina, gli abbinamenti, i sapori ben bilanciati, i menu di capodanno studiati dagli antipasti all’ammazza caffè. Ma un vero amante della birra paura non ne ha, parafrasando un coro molto amato allo stadio. E noi essendo ultras della birra non ci andiamo sul sottile e quando si deve festeggiare si festeggia per davvero. Cibo o non cibo, l’importante che ci sia la birra! Infatti il nostro piatto preferito, ora possiamo dirlo, è la birra. Eh sì. Per noi la tavola ideale delle feste deve essere piena di bicchieri e bottiglie. A parte gli scherzi, ricordatevi sempre che quando si beve non ci si mette mai alla guida. Ma poi quest’anno non serve nemmeno dirlo, tanto non si può uscire. Buon anno a tutti e buone birre!

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