Le migliori birre (e birrifici) scoperti a Beer&Food Attraction 2020

Certo, si tratta di Beer&Food Attraction 2020 ma forse di qualcosa di più. Beer&Food Attraction non è solo la (principale?) fiera del settore birraio italiano, con oltre 600 stand dall’Italia e dal resto del mondo, una serie di workshop, conferenze, premi ma un flusso ininterrotto di movimento, incontri, ritrovi, strette di mano e – soprattutto – grandi e incredibili bevute. Ci si trova catapultati in mezzo, si diventa assetati solo a guardare gli stand, ricchi per conversare con i birrai a degustare e cercare di carpire i segreti, le opinioni contrastanti, il momento del mercato e quello del futuro. Poi si seminano le file ai bagni, ci si difende dagli attacchi degli affamati e dalle urla dei più carichi. Il mondo del crafting è bello anche quando è così serio e Beer&Food Attraction 2020 ha questa capacità di costruire e ingrandirsi ogni anno di più.

I nostri birrifici preferiti non seguono un ordine ben preciso ma rispettano una serie di valutazioni che vanno dalla bontà di quello che abbiamo bevuto al rapporto che abbiamo creato, cose che vale la pena di provare e che ci sentiamo di menzionare. Non solo bevute quindi, ma citazioni e aneddoti di cui vogliamo rendervi partecipi. L’appuntamento all’anno prossimo e ad alcune chicche in arrivo su questi canali.

 

LUPPOLAJO FARMHOUSE BREWERY

 

A Luppolajo Farmhouse Brewery è l’entusiasmo di Enrico ad accoglierci, che presenta la storia dell’azienda agricola di famiglia e che fa della propria produzione di materie prime (malto, cereali e orzo) il punto di forza della loro birra a cui accompagnano uno stile comunicativo che ci convince e ci emoziona dal primo sorso. La serie di lattine realizzate insieme all’artista Francesco Bongiorni, lanciate proprio a Beer&Food Attraction 2020, ci sorprendono proprio per il loro lato grafico caotico ed eccessivo, che fa sfregio delle buone maniere e propone una serie di paradossali immagini disobbedienti dal Kebab dello zio Sam (Uncle Kebab), i poliziotti armati di spino (Smoking Ganja in a Police Station is not a Brilliant Idea) fino alle prime esperienze erotiche del giovane Panda (Panda Tries Porn).

La Linea Strange – di nome e di fatto – va a rivisitare in modalità agricola tutti gli stili, rimanendo fedele a quello che ci dice Enrico sull’importanza di divertirsi e creare un prodotto per tutti, la bevuta fa il resto.

Top bevuta: Kafka Kefiah (Tropical IPA Ddh, 7,0%) | Top Remember: Drink Drank Drunk (Hoppy Lager, 4,7%)

BASEI BREWERY

 

Sentendo la storia, il ritmo delle parole, la freschezza della Matnik IPA, non ci si può non sentire coinvolti dalla storia di Giuseppe ‘Basei‘ Ciutto. Anima e cuore del birrificio di Latisana (UD) nato dopo dieci anni di homebrewing e studi su qualità, luppoli e possibili combinazioni. Una storia che ha a che fare con macchine e passione, di chi si è costruito e creato da solo arrivando a esportare fino negli Stati Uniti. La cosa che ci piace di questo self made beer man è più della passione che esce da ogni poro, del coinvolgimento che ci porta versandoci una pinta fino all’orlo e nel brindisi forte. Lo studio sull’acqua (una diversa per ogni tipo diversa) rendere le sue birre una vera goduria, rivisitando gli stili per creare un rapporto di fiducia e un percorso didattico verso il cliente, da cui nasce l’idea della tap room direttamente nel sito di produzione. L’appartenenza costituisce uno dei punti forti di Basei, in cui il racconto di una storia si fonde con la produzione di birre rappresentative ma mai banali.

Top bevuta: Matnik IPA (Session IPA, 4,4%) | Top Remember: Basei (Koelsh Style Beer, 4,7%)

BIRRIFICIO RURALE

 

Non è certo una novità per noi la qualità di Birrificio Rurale da quando ci siamo innamorati della Smoky che ha da poco festeggiato i dieci anni di attività. A Beer&Food Attraction 2020 presentano il nuovo corso, la nuova leva che si lancia sulla latta con Just for Can linea che si ispira all’America e alle distorsioni più pure. Un terzetto che ci gustiamo con piacere a partire dalla Tropical Distorsion, Berliner Weisse che conferma la volontà di rinnovare marchio e consumatori. Una linea che si ispira al mondo dello skate e si fa gustare, come ci racconta Fulvio, per convincere chi – ancora – vede nelle lattine un mezzo di scarsa qualità. Incredibile – e nostro premio alla migliore speciale – a Hop Distortion che si lancia nel difficile compito di mescolare l’acido della sour con il fruttato dell’IPA. Un sapore che ci convince per quello che scatena sul nostro palato. Una distorione pur et dur da approfondire. Rientra al centro, ancora una volta, la questione didattica in cui il crafting italiano deve continuare a spendersi. Il Birrifico Rurale, del resto, da tempo ha fatto proprio di questi termini la missione. Colpo su colpo la volontà è quella di continuare a scoprire e, noi, con loro.

Top bevuta: Emisfero Sud (Pacific IPA, 5,7%) | Top Remember: Hop Distortion (Sour Ipa, 6%)

50 & 50

Ci capita, nel corso del tempo, di trovare progetti come quello di 50&50, birrificio di Varese che ha un approccio inossidabile al creare birre con una marcia in più. Non solo produzione ma un vero e proprio stile nella costruzione e nella creazione di prodotti a tutto tondo. I ragazzi di 50&50 si guadagnano la menzione proprio per questo, per un atteggiamento poco disposto alla contrattazione che si costruisce nel sottobosco, vicino a casa, e mette al centro la condivisione in quanto tale. L’approccio originario, della birra come mezzo per creare rapporti, farsi passare una serata in compagnia, contro tutti e per tutti. Lo stile si rispecchia nelle birre, dalla premiata a Beer&Food Attraction dell’anno scorso (Mr. Crocodile) alla neonata Graziella, Italian Grape Ale sincera e delicata, in cui l’uva si mescola al doppio ceppo di lieviti che si blendano in maniera ideale per ottenere un sapore lievemente acidulo e dal ricordo di vino. Tre mesi di maturazione per una piccola chicca da godersi.

Top bevuta: Bepop (Bock, 6,8%) | Top Remember: Graziella (IGA, 6,5%)

P3 BREWING COMPANY

 

Concludiamo con una menzione speciale per P3 Brewingbirrificio artigianale di Sassari che fa del territorio e delle proprie leggende tradizionali un punto di partenza. Il vento, il mare, i pescatori, la lotta sarda sono elementi che creano e si sposano magnificamente in un condensato di gusto sincero e lineare. La cura grafica contribuisce a un racconto itinerante che coinvolge tutti i sensi e si mescola a un mondo quasi fiabesco ma – mooooooolto – più rock. La 50 Nodi, classica IPA, conquistatrice di premi racconta il mondo dei marinai, che si moltiplica nella double IPA 100 Nodi che nonostante la forte gradazione limita il tannico con pompelmo e mandarino. La novità si chiama SS 131, birra pensata come on the road che ci ha già conquistato.

Top bevuta: 50 Nodi (IPA, 5,8%) | Top Remember: SS 131 (Sessio Lager, 4,8%)