Sempre più forte il mercato delle birre “no alcol”: ecco chi lo sta facendo crescere

Perché molte persone scelgono la birra no alcol: cresce il mercato, cambiano i consumi e i giovani guidano il trend tra gusto, sport e nuove occasioni di convivialità.

C’è un prodotto che sta cambiando pelle, silenziosamente. Non fa rumore, non alza il gomito, eppure conquista spazi sempre nuovi sulle tavole, nei locali e perfino negli eventi dove fino a poco tempo fa sembrava fuori luogo. È una bevanda che non rinuncia al gusto, ma rivede le regole del gioco. E soprattutto intercetta un bisogno che cresce: vivere la convivialità senza compromessi.

donna solleva un boccale di birra sorridendo
Sempre più forte il mercato delle birre “no alcol”: ecco chi lo sta facendo crescere (Beeermag.it)

I numeri parlano chiaro, ma la trasformazione è prima di tutto culturale. Un cambiamento che parte dai più giovani, passa dallo sport e arriva dritto al cuore del mercato beverage italiano. Chiaramente stiamo parlando di birra analcolica

Un gusto che convince e un’immagine che cambia: cosa piace della birra analcolica

Fino a ieri era considerata una “seconda scelta”. O, peggio, un ripiego. Oggi, invece, la distanza sensoriale con il prodotto tradizionale si assottiglia sempre di più. Tanto che, secondo un blind test condotto da AstraRicerche per Heineken Italia nel novembre 2025, l’intensità del sapore delle birre analcoliche viene apprezzata praticamente quanto quella delle versioni alcoliche: 57% contro 55%.

una ragazza brinda con una birra in boccale
Un gusto che convince e un’immagine che cambia: cosa piace della birra analcolica (Beeermag.it)

Non è solo una questione di palato. A cambiare è anche la percezione. Una ricerca sempre di AstraRicerche – ma datata maggio 2025 – stima in 6,5 milioni tra Zoomer e Millennial gli estimatori delle birre alcol free, segnando il definitivo riposizionamento del prodotto in un’area sempre più “cool”. Un segnale chiaro: la scelta non è più subita, ma ragionata, perché sorseggiare birra analcolica è un’opportunità che si adatta a una quotidianità che non permette di bere bevande alcoliche.

Dal pranzo allo sport: quando la birra cambia ruolo

Un prodotto giudicato dal 60% degli intervistati adatto a ogni contesto, che nel 2024 ha registrato una crescita superiore al 13,4%, arrivando a rappresentare il 2,11% del mercato complessivo, secondo i dati Assobirra. Percentuali che raccontano un trend strutturale, non una moda passeggera.

boccali di birra su un tavolo
Dal pranzo allo sport: quando la birra cambia ruolo (Beeermag.it)

La birra no alcol entra con naturalezza nella quotidianità: un terzo degli intervistati la consuma a pranzo e cena, quasi il 20% all’aperitivo e altrettanta è la quota chi di la beve durante una serata in casa. Berla alle feste è ancora considerato quasi un tabù e la percentuale di consumatori è più bassa.

Ma la birra analcolica conquista comunque anche territori inattesi: spiaggia, concerti, passeggiate, discoteche. E soprattutto lo sport: il 40,2% di Zoomer e Millennial la sceglie prima o dopo l’attività fisica. C’è persino chi la beve in vista di momenti decisivi come esami, colloqui o presentazioni.

Chi sta davvero spingendo la crescita del “no alcol”

Dietro questo cambio di passo ci sono strategie precise. L’obiettivo dei grandi player, come Heineken Italia, è moltiplicare le occasioni di consumo, offrendo alternative di qualità sia dentro che fuori casa.

Il risultato? Una categoria che cresce perché intercetta valori contemporanei: equilibrio, performance, libertà di scelta. E che dimostra come, anche senza alcol, la birra possa restare protagonista della convivialità. Forse in modo più discreto, ma decisamente più forte.

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