Non tutti i casi sono uguali e in questo specifico puoi smettere di pagare il tuo partner: ecco la novità sull’assegno divorzile che sta facendo discutere.
La fine di un matrimonio porta con sé molte questioni delicate, e tra queste spesso spicca quella economica: chi deve versare l’assegno divorzile, per quanto tempo e con quali obblighi? Di recente una sentenza del Tribunale di Ancona (n. 1972/2025) ha acceso il dibattito giuridico su un aspetto particolarmente controverso: quando è possibile interrompere o ridurre subito i pagamenti dell’assegno divorzile se l’ex coniuge ha dei debiti nei tuoi confronti.
In questo articolo esploriamo in modo chiaro, passo dopo passo, cosa significa questa decisione, quando è applicabile e quali sono i limiti imposti dalla legge italiana.
Che cos’è l’assegno divorzile e perché non è sempre lo stesso per tutti
Prima di capire quando si può fermare il pagamento, è utile ricordare che l’assegno divorzile non è un obbligo uniforme e immutabile. In Italia può avere due funzioni diverse, con conseguenze legali differenti:
- Perequativa, cioè volta a riequilibrare la situazione economica tra gli ex coniugi dopo anni di vita in comune;
- Assistenziale, cioè destinata a sostenere economicamente un ex partner che non è autonomamente in grado di provvedere a sé stesso.
Questa distinzione non è accademica: è proprio su di essa che si fonda la possibilità di compensare i debiti dell’ex coniuge con gli arretrati dell’assegno divorzile.
Quando puoi smettere di pagare: il principio della compensazione
Secondo il Tribunale di Ancona, l’obbligo di continuare a versare l’assegno può essere sospeso o ridotto subito se l’ex coniuge beneficiario ha debiti nei tuoi confronti e sussistono condizioni specifiche di legge. In pratica, se tu devi pagare l’assegno ma l’ex partner ti deve dei soldi certi, liquidi ed esigibili, il giudice può valutare la possibilità di compensare i due crediti:

- Certo, cioè non contestato nella sua esistenza;
- Liquido, cioè con l’importo definito o facilmente determinabile;
- Esigibile, cioè diventato materia di effettiva richiesta di pagamento.
Se questi requisiti sono soddisfatti, il giudice può decidere che non si debba più pagare l’assegno nella sua totalità, perché il credito dell’ex partner nei tuoi confronti riduce o azzera il tuo debito residuo.
Quando invece non puoi interrompere il pagamento
Non in tutti i casi è possibile opporsi al versamento dell’assegno. La legge italiana pone limiti precisi alla compensazione, soprattutto quando l’assegno divorzile ha una funzione diversa da quella patrimoniale.
1. Assegno di natura assistenziale
Se l’assegno è stato riconosciuto per garantire un minimo vitale al beneficiario — perché non ha mezzi adeguati né concrete possibilità di procurarseli — la compensazione non è ammessa. In questo caso, anche se l’ex coniuge ti deve dei soldi, non puoi evitare di pagare l’assegno divorzile invocando la compensazione: il sostegno economico resta intoccabile.
2. Mantenimento dei figli
La disciplina è ancora più rigorosa quando si parla di mantenimento dei figli. In nessun caso puoi interrompere o ridurre i pagamenti all’ex partner per motivi di debiti o compensazioni di crediti: si tratta di un obbligo assistenziale a tutela dei minori o di maggiorenni non autosufficienti, e la legge lo considera prioritario e non compensabile.
Cosa cambia davvero con questa sentenza
La decisione del Tribunale di Ancona non rivoluziona la legge, ma interpreta e applica principi già esistenti in modo coerente con i criteri giuridici di compensazione dei crediti. In sostanza:

- Se l’assegno è di natura patrimoniale (perequativa) e l’ex partner ti deve dei soldi certi, liquidi ed esigibili, il giudice può considerare la compensazione e sospendere o ridurre subito il tuo obbligo di pagamento.
- Se l’assegno ha una funzione assistenziale o è destinato ai figli, allora l’obbligo resta pieno e non compensabile.
Le vicende legate all’assegno divorzile possono diventare complesse e dipendono da fattori come la situazione economica di entrambi gli ex coniugi, la natura dell’assegno e le caratteristiche dei debiti. Per questo è sempre consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia, che possa guidarti caso per caso e aiutarti a interpretare correttamente la normativa.
Conclusione
La sentenza del Tribunale di Ancona chiarisce un punto molto dibattuto: non sempre chi deve pagare l’assegno divorzile è obbligato a farlo fino all’ultimo centesimo, se l’ex partner ha debiti verso di lui o lei e questi debiti soddisfano determinati requisiti legali. Tuttavia, questo principio si applica solo in casi specifici: quando l’assegno ha natura patrimoniale e non quando serve a garantire il reddito essenziale dell’ex coniuge o il mantenimento dei figli.