Pagare la Tari è obbligatorio, ma sembrerebbe che oltre una determinata data possa tranquillamente cadere in prescrizione: quando succede un simile evento.
La TARI, acronimo di Tassa dei Rifiuti, è una delle imposte comunali che ciascun cittadino italiano deve pagare per coprire quei costi che riguardano la gestione dei rifiuti urbani. Altro non è che la ‘vecchia’ Tares, questa tassa garantisce, inoltre, la sostenibilità economica della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.
L’introduzione della Tari tra le imposte da pagare ha due obiettivi ben precisi e definiti. Da una parte, infatti, assicura che lo smaltimento dei rifiuti sia fatto correttamente e, quindi, che rispetti persino l’ambiente. Dall’altra, però, incentiva anche la popolazione ad avere una maggiore responsabilità sulla produzione dei rifiuti, adottando uno stile di vita più sostenibile.
Il calcolo di questo tipo di tassa si basa su due componenti principali: la superficie dell’immobile e il numero di occupanti. In poche parole, ciascun contribuente paga in base non solo alla dimensione dello spazio occupante ma anche secondo quanta spazzatura può produrre. Oltre a questo, poi, ogni comune italiano redige un regolamento per stabilire le tariffe annuale, tenendo conto dei costi reali del servizio ma anche a quanto siano ammontati i proventi derivanti dalla raccolta differenziata.
In base a quanto detto, quindi, si capisce che il pagamento della TARI, così come quello di tantissime altre tasse italiane, non può essere assolutamente tralasciata. A quanto pare, però, sembrerebbe che – dopo un determinato corso di tempo – la tassa cada in prescrizione, non risultando più obbligatoria.
Quando la TARI va in prescrizione e non c’è più bisogno di pagare: attenzione, c’è un ma..
Nel momento in cui il pagamento della TARI non rispetta i limiti di tempo imposti, c’è il rischio di essere prima o poi beccati. Questo tipo di imposta, d’altra parte, è obbligatoria e nessuno può, nonostante i tempi che corrono e le difficoltà economiche di milioni di famiglie, esimersi.

Qualora, infatti, si decidesse di non pagare la TARI, anche dopo aver rateizzato l’intero importo, c’è la serissima possibilità che arrivi una cartella esattoriale, che prevede non solo l’aggiunta di una mora ma anche il pagamento di una sanzione. Quindi, il consiglio è sempre quello di provvedere a pagare nel breve tempo possibile, così da poter stare più sicuri e sereno.
Quello che, però, non tutti sanno è che quest’imposta entra in prescrizione dopo 5 anni, a partire dall’anno successivo a quello in cui il tributo era dovuto. In poche parole, se il pagamento del 2025 non è stato portato al termine, la TARI entrerà in prescrizione nel 2031. Quindi, solo dopo quest’anno si può stare tranquilli.
Attenzione, però: se prima del compimento dei cinque anni, viene inviata al contribuente una notifica o un sollecito di pagamento, l’intervallo di tempo viene completamente interrotto. In questo modo, quindi, non solo c’è la necessità di pagare il debito, ma anche di allungare i tempi per l’estinzione.