Novità se ai debiti o sei moroso: a breve, l’Agenzia delle Entrate potrà prelevare automaticamente eventuali compensi, senza alcun preavviso.
Se siete dei liberi professionisti, segnatevi questa data: 15 giugno 2026, il perché è davvero molto importante, anche se forse non vi farà proprio piacere saperlo. Da quel giorno, infatti, l’Agenzia delle Entrate potrà prelevare automaticamente eventuali compensi che riceverete dalla pubblica amministrazione, se dai controlli si renderanno evidenti un vostro debito o una vostra morosità nei confronti del Fisco.
Insomma, non dovrete più attendere le cartelle esattoriali, sperando in un condono, né dovrete aspettarvi un pignoramento: il Fisco cambia modo di agire e oggi arrivare direttamente al tuo compenso. È questo l’effetto della nuova disciplina che rafforza i poteri dell’Agenzia delle Entrate, cambiando in modo davvero significativo, e che evidentemente farà discutere, il rapporto attuale che esiste tra liberi professionisti e pubblica amministrazione.
Come funziona il prelievo automatico di denaro per saldare i debiti col Fisco
Cosa avviene nello specifico, ovvero come fa l’Agenzia delle Entrate a prelevare in maniera forzosa una somma di denaro a noi spettante, se siamo in debito col Fisco? Il meccanismo è semplice, per quanto già oggetto di molte polemiche: quando un ente pubblico deve pagare una parcella a un libero professionista, prima di procedere al saldo avviene una verifica automatica riguardante il fatto che il beneficiario possa avere debiti fiscali iscritti a ruolo.

Se quei debiti esistono, il pagamento non arriva – o arriva solo in parte – perché l’importo viene trattenuto e girato direttamente all’Agenzia delle Entrate. In sostanza, quel compenso viene automaticamente dirottato dalle casse dell’ente pubblico al Fisco, in modo che vada a saldare eventuali debiti e cartelle esattoriali inevase, anche se queste sono minime. Rispetto al passato, infatti, quando il controllo scattava solo per pagamenti superiori a 5mila euro, non vi è più soglia minima.
Le critiche al nuovo sistema di recupero crediti dell’Agenzia delle Entrate
Insomma, ogni parcella che ci potrebbe essere dovuta dalla pubblica amministrazione verrebbe bloccata per andare a saldare eventuali debiti: basta una sanzione non pagata, una multa dimenticata o una cartella esattoriale inevasa perché il libero professionista si ritrovi col compenso di un incarico peraltro già svolto di fatto bloccato, per far sì che vengano saldati i debiti contratti in passato.

In questo modo, si vuole rendere più efficace la riscossione, intercettando il debitore nel momento in cui vanta un credito certo e immediatamente esigibile nei confronti della Pubblica Amministrazione, ma c’è il rovescio della medaglia, ovvero le critiche a questo nuovo sistema, che arrivano avvocati, consulenti e professionisti che lavorano stabilmente con enti pubblici. Secondo molti, si tratta di un sistema che colpisce in modo selettivo solo alcune categorie.