Vecchie bollette, la legge non ammette errori: ecco dopo quanto tempo puoi buttarle Beeermag.it
Prima di gettare via le vecchie bollette devi essere sicuro che sia passato questo lasso di tempo: se non lo fai, commetti davvero un errore grandissimo.
L’ordine in casa è una delle regole fondamentali per poter vivere all’interno di ambienti sani e puliti. Ecco perché aprire i cassetti e ritrovare montagne infinte di carte, documenti e quant’altro, non è affatto una sensazione piacevole. Tuttavia, in tutto quel caos, che spesso sembra generarsi dal nulla, ci sono tutta una serie di ricevute che non possono essere gettate via.
In questo caso, si parla di ricevute di pagamenti come quelle delle bollette, del condominio e soprattutto delle tasse. Infatti, nonostante in molti casi siano passati già diversi anni dal versamento della somma indicata, ci si pone sempre la stessa domanda: dopo quanto possono essere gettate via? Ebbene, negli anni la risposta è cambiata e attualmente ci sono delle tempistiche ben precise da rispettare.
Con il passare del tempo tutti abbiamo nel cassetto una serie di ricevute ormai datate, che però si ha timore di gettare via per paura che possa essere richiesto un nuovo pagamento e non poter più dimostrare di averlo già effettuato. Ecco che quindi, si tende a conservare interi faldoni di ricevute che con il tempo pesano, prendono polvere e cambiano anche colore. Cosa bisogna fare allora per evitare questo accumulo seriale? La risposta è davvero semplice, basterà rispettare i tempi di legge, dopodiché potranno andare dritte nella spazzatura.
A fare chiarezza è stata l’Adoc (Associazione Difesa e Orientamento Consumatori) che ha svelato dopo quanto tempo possono essere gettate le ricevute dei pagamenti senza incappare nel rischio di dover pagare due volte la stessa bolletta o la stessa multa. La prima cosa da sapere è che non esiste un tempistica uguale per tutti i pagamenti, ma varia in base al tipo di utenza, tassa o multa.
Nello specifico, per quanto riguarda le bollette di acqua, gas e telefono sarà necessario conservarle per 5 anni prima che il credito cada in prescrizione e non potrà più essere richiesto dall’autorità di riferimento. Stesse tempistiche anche per l’affitto, i pagamenti delle quote condominiali e la tassa sui rifiuti urbani (Tari), per quest’ultima, però, i 5 anni scattano dall’anno successivo a quello di pagamento.
Per quanto riguarda le bollette della luce invece, a causa del Canone Rai che viene aggiunto alla somma, le ricevute si dovranno conservare per almeno 10 anni. Parliamo invece delle multe e delle ricevute di pagamento dell’assicurazione, in questo caso gli anni sono 5, mentre il bollo auto scende a 3. Infine, ci sono tutta una serie di documenti bancari, come gli estratti conto (10 anni), rate del mutuo e titoli di stato (5 anni), cambiali (3 anni). Insomma, prima di gettare con troppa facilità una ricevuta di pagamento è sempre bene accertarsi che sia passato il tempo giusto.