È possibile detrarre le spese condominiali dal 730: ecco cosa devi fare subito per non perdere più un centesimo (Beeermag.it)
Le condizioni che devono sussistere per detrarre le spese condominiali dal 730: le regole da rispettare per ottenere il massimo dei rimborsi.
Non ci sono dubbi: le spese condominiali rappresentano una voce di costo significativa nel bilancio annuale di molte famiglie italiane, soprattutto per chi vive in edifici di grandi dimensioni o soggetti a frequenti interventi di manutenzione. Ogni volta che annualmente, mensilmente o comunque con una cadenza che è periodica, arrivano i bollettini da pagare, tante famiglie si trovano costrette a fare i conti con la dura realtà, ovvero con l’ennesimo sacrificio da fare per sopportare tali spese.
Occorre però dire qualcosa di molto importante e non a tutti noto: infatti, non si è pienamente consapevoli del fatto che una parte di queste spese può essere recuperata attraverso le detrazioni fiscali previste dalla normativa vigente, riducendo in modo concreto l’imposta dovuta allo Stato. In parole poverissime, anche le spese condominiali possono essere detratte dal 730, a patto che però si rispettino determinati requisiti.
Con il modello 730 del 2025, che riguarda le spese sostenute nel corso del 2024, i contribuenti hanno la possibilità di portare in detrazione alcune tipologie di costi condominiali, purché subentrino precise condizioni che rendano fattibile questa importante misura a sostegno soprattutto delle famiglie, ma non solo. Non tutto è detraibile e per essere chiari tutta la serie di spese ordinarie per il condominio non lo è.
Entrando nello specifico, la pulizia delle scale, l’illuminazione delle aree comuni o la manutenzione ordinaria dell’ascensore non sono spese che possono essere detratte. Sicuramente, sono molto più consistenti le eventuali spese detraibili, come ad esempio le spese straordinarie sostenute per lavori sulle parti comuni dell’edificio che rientrano nei bonus edilizi previsti dal TUIR oppure i costi di ristrutturazione edilizia effettuati sulle parti comuni, come la manutenzione straordinaria, il restauro o il risanamento conservativo.
Per gli interventi sopra citati, è riconosciuta una detrazione IRPEF del 50% fino a un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, mentre tra le altre spese condominiali detraibili abbiamo quelle per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio o ridurre il rischio sismico, ovvero quegli interventi noti come Ecobonus e Sismabonus. In tali casi, le aliquote e i limiti possono variare in base alla tipologia di intervento e alla natura dell’edificio.
Sempre parlando di spese detraibili, ci sono quelle del cosiddetto Bonus Verde, ovvero una detrazione del 36% per la sistemazione di giardini, terrazzi e aree verdi condominiali, fino a una spesa massima di 5mila euro per unità immobiliare. Occorre infine sapere che con la legge di bilancio se hai un reddito totale superiore a 50mila euro, c’è una nuova regola che riduce i benefici delle detrazioni fiscali che potresti ottenere quando fai la dichiarazione dei redditi.
Il governo ha infatti introdotto una franchigia di 260 euro per i redditi più alti: ciò significa che se l’importo totale delle tue detrazioni non supera 260 euro, non ottieni nessuna detrazione, mentre oltre quella cifra occorre sottrarre alla somma delle detrazioni la cifra appunto di 260 euro. La franchigia non si applica a spese sanitarie e alcuni bonus casa, ma invece vale per tutte le altre detrazioni, dalle spese scolastiche a quelle assicurative.
Per ottenere il diritto alla detrazione è indispensabile rispettare alcune regole formali: i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico parlante, cioè con causale specifica, codice fiscale del condomino che intende usufruire della detrazione e partita IVA o codice fiscale dell’impresa che ha eseguito i lavori. Inoltre, i contribuenti devono inserire le detrazioni nel quadro E, sezione III, del modello 730, nei righi previsti per gli interventi sulle parti comuni.