Divieto animali in condominio: la nuova sentenza fa discutere

Animali in condominio, la nuova sentenza fa scaldare gli animi e potrebbe cambiare tutto per sempre: ecco cosa è accaduto e cosa bisogna sapere.

Quando si tratta di animali domestici, soprattutto quando si vive in un contesto condominiale, è sempre bene essere a conoscenza di alcune regole fondamentali che permettono la giusta convivenza. Non si tratta solo di norme di comportamento, ma di una serie di accortezze, che eviteranno di doversi trovare in situazioni piuttosto spiacevoli.

A tal riguardo, in questo ultimo periodo stanno facendo particolarmente discutere due sentenze, una avvenuta nel Tribunale di Trento e una in quello di Pescare, in cui sono stati posti dei limiti, anche piuttosto seri (con risarcimento danni annesso) per quanto riguarda la detenzione di animali domestici all’interno di un ambito condominiale.

Divieto di animali in condominio: le sentenze che stanno facendo (ancora oggi) discutere

Ma cosa è accaduto esattamente? Per quanto riguarda il caso di Trento la questione riguarda proprio il ‘divieto di tenere animali domestici in casa’. Ora a questo punto la domanda sorge spontanea, ossia il regolamento condominiale può vietare gli animali? Ebbene, con la sentenza n. 712 del 6 ottobre 2025 ha stabilito un’eccezione molto importante che riguarda il cosiddetto “regolamento contrattuale”.

persona che mantiene tra le mani un piccolo gattino
Divieto di animali in condominio: le sentenze che stanno facendo (ancora oggi) discutere Beeermag.it

Il regolamento contrattuale è appunto un regolamento che è parte di un contratto (ad esempio predisposto dal costruttore e accettato da tutti i condomini con gli atti di acquisto o deliberato all’unanimità), e non un regolamento assembleare approvato a maggioranza. Ecco che quindi, se tale ‘clausola’ è stata accettata da tutti i proprietari firmando l’atto di acquisto, ecco che questo divieto diventa valido e vincolante. Motivo per cui, si potrebbe porre il divieto assoluto di animali domestici in casa.

Per quanto riguarda la sentenza del Tribunale di Pescare, in cui è stato concordato un risarcimento pari a 1.500 ero, la situazione riguarda una clausola ben precisa, ossia che seppur è dato il consenso per tenere animali domestici in casa, questi non possono essere liberi di fare ciò che vogliono negli spazi comuni. In questo caso, la responsabilità sarà solo ed esclusivamente del proprietario dell’animale, che dovrà rispondere di eventuali danni arrecati, con un’unica eccezione, ossia fornire la prova di un fattore esterno che abbia influito sul comportamento dell’animale. Nel caso in questione però, è stato ampiamente dimostrata la responsabilità della padrone, motivo per cui si è arrivati alla sentenza definitiva.

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