Condominio, la sentenza che mette in crisi i padroni di casa: saranno costretti a pagare Beeermag.it
Cambiano le regole nel condominio, dopo questa sentenza i padroni di casa non potranno più richiedere un risarcimento ma saranno costretti a pagare tutto.
Quando si vive all’interno di un condominio, oltre alle regole che devono essere tassativamente rispettate, ci sono anche tantissimi aspetti da prendere in considerazione e che non devono affatto essere sottovalutati. Ecco che quindi, anche una piccola macchia di umidità all’interno del proprio appartamento, può rapidamente trasformarsi in un lungo e controverso capitolo, che potrebbe finire anche davanti ad un giudice.
Sicuramente sarà capitato a molti, di trovarsi improvvisamente delle infiltrazioni nella propria abitazione e cercare di capire, se e come è responsabilità propria e del condomino. Nel secondo caso, infatti, il risarcimento dovrebbe essere assicurato o almeno così era fino a poco fa, quando una sentenza ha cambiato definitivamente le carte in tavola.
Nel momento in cui si nota una macchia di umidità sul soffitto, la tempestività gioca un ruolo fondamentale. Infatti, il procrastinare della situazione, non solo potrebbe far peggiorare la macchia, ma potrebbe rendere vano anche ogni tentativo di riuscire a recuperare qualcosa. Infatti, secondo la legge, non basta subire un danno per poter richiedere un risarcimento, ma si dovrà con certezza da dove proviene l’acqua.
Questo legame tra causa ed effetto prende il nome di nesso casuale e nello specifico, se la perdita avviene da tubi comuni la responsabilità sarà del condominio, se invece avviene da tubature private allora in questo caso la colpa sarà del proprietario, che non potrà ovviamente avvalersi sul condominio.
Tuttavia, oltre a questa fondamentale distinzione, c’è un altro aspetto da tenere in considerazione e che potrebbe rendere vano ogni tentavi di risarcimento. Nello specifico, se passa troppo tempo dal momento in cui compare la macchia fino a quando verrà avvisato l’amministratore si corre il rischio che il tecnico incaricato non sia in grado di riconoscere la fonte del danno.
Se questo dovesse accadere, stando a quanto riportato dall’articolo 1227 del Codice Civile il risarcimento non è dovuto per i danni che si sarebbero potuti evitare usando il buon senso. Se una segnalazione immediata avrebbe limitato i danni a una piccola tinteggiatura, ma il ritardo ha causato il crollo dell’intonaco, il responsabile pagherà solo il danno iniziale. Tutto l’aggravamento dovuto all’attesa resterà a carico del proprietario dell’appartamento danneggiato.
Ecco che quindi, agire con immediatezza e secondo i modi giusti, garantirebbe il corretto risarcimento, evitando così, oltre al danno anche la beffa.