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Bonus disoccupati 2026: ecco tutti i soldi che ti spettano e che non devi perdere

I disoccupati, anche nel 2026, avranno delle garanzie di aiuti economici da parte del welfare state, ma non tutti sanno quali sono.

Lo Stato italiano – come noto – garantisce un quadro di aiuti economici particolarmente articolato per chi si trova senza lavoro, ma non tutti sanno quali sono i contributi che possono arrivare dal welfare state a chi deve fare i conti con una condizione che senza dubbio non è piacevole. Bisogna però sapere che anche per il 2026, il sistema di welfare italiano mette a disposizione una pluralità di strumenti che vanno dalle indennità legate ai contributi versati fino a nuove forme di sostegno.

Queste ultime, in particolare, sono pensate per chi non ha una storia lavorativa continuativa ovvero per chi si trova ad avere a che fare con condizioni lavorative a intermittenza, per le ragioni più disparate. Sapere di cosa parliamo significa non lasciare sul tavolo risorse importanti e trasformare un periodo di difficoltà in una fase di passaggio più sostenibile: tutele economiche e percorsi di reinserimento possono dare il loro contributo a trovare un nuovo lavoro.

Come funziona la NASpI per i disoccupati

Certo, ancora oggi le maggiori garanzie per chi resta senza lavoro arrivano da indennità contributive, riservate a chi ha maturato un’esperienza lavorativa certificata, prima tra tutti la NASpI che continua a rappresentare lo strumento centrale per i lavoratori dipendenti che perdono l’impiego in modo involontario. Come ben sappiamo, si tratta di misure temporanee che hanno l’obiettivo di garantire un reddito mentre si cerca una nuova occupazione.

Come funziona la NASpI per i disoccupati (Beeermag.it)

Per avere accesso alla NASpI, nel 2026, occorre aver lavorato almeno tredici settimane nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto, mentre l’assegno viene calcolato sulla base della retribuzione media e può essere percepito fino a un massimo di ventiquattro mesi, con una durata che dipende direttamente dai contributi versati nel corso della carriera lavorativa. Se si vuole l’anticipo della NASpI per avviare attività autonoma, da quest’anno viene versato in due tranche.

Gli altri bonus che spettano a chi è disoccupato

Un’altra forma di indennità economica è la Dis-Coll, pensata per i collaboratori coordinati e continuativi e per le altre forme di lavoro parasubordinato: questa tutela è un freno alla crescente diffusione di contratti atipici e offre un sostegno economico commisurato ai redditi precedenti, con una durata che di norma non supera i dodici mesi. Il requisito essenziale è l’iscrizione alla Gestione Separata INPS e il versamento dei relativi contributi, mentre sempre più importante è oggi l’ISCRO.

Gli altri bonus che spettano a chi è disoccupato (Beeermag.it)

L’indennità straordinaria destinata ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata interviene nei casi di forte riduzione del reddito, ovvero quando i guadagni dell’anno precedente scendono sotto il settanta per cento della media dei due anni precedenti. Si tratta di un contributo di massimo sei mesi che varia tra 250 e 800 euro al mese, e che viene corrisposto se i redditi annuali non superano i 12mila euro.

Forme di garanzia e indennizzi per situazioni particolari

Ci sono poi situazioni particolari che vanno analizzate, come quella del comparto agricolo: in questo caso, è prevista una disoccupazione dedicata che tiene conto delle giornate lavorate nell’anno precedente e che può essere richiesta anche da lavoratori a tempo determinato. Forme di garanzia speciali sono anche gli indennizzi per i lavoratori dello spettacolo, anche in questo caso soggetti a forte stagionalità lavorativa.

Tra le misure meno conosciute ma particolarmente utili spicca il Bonus SAR, rivolto a chi ha lavorato tramite contratti di somministrazione, mentre anche nel 2026 viene confermato il Reddito di Libertà, destinato alle donne vittime di violenza che si trovano in condizioni di difficoltà economica. A queste forme di garanzia e tutela, si aggiungono una serie di sostegni, dall’Assegno di Inclusione all’Assegno Unico Universale, che aiutano le famiglie italiane nei casi in cui il lavoro ci sia, ma sia scarso.

Gabriele Mastroleo

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Gabriele Mastroleo