Come la birra sta diventando uno strumento di lotta politica

Sono gli anni dell’attivismo e delle lotte per i diritti e, che lo vogliate o meno, anche la birra ne è protagonista, con birrifici e iniziative che, senza paura, sfidano gli establishment e si impegnano in prima persona per sostenere le cause di emancipazione e lotta contro le disuguaglianze.

La birra è un fatto politico da sempre, che accompagni le discussioni più accese, quando le bottiglie sul tavolo del bar superano un certo numero di allerta e il sangue arriva più facilmente del solito in ebollizione, o che riguardi la semplice costituzione di una comunità e di un senso profondo di socialità. Mai come negli ultimi anni, soprattutto con la presidenza Trump, il mondo indipendente ha iniziato a schierarsi e a opporsi con forza all’ondata di populismo, segnando una fase di attivismo mai vissuta prima d’ora.

Da questa onda sono nate una serie di birre che si sono esposte duramente contro l’ex presidente come la Chinga Tu Pelo, la birra con cui 5 Rabbit Cerveceria ha difeso e sostenuto i diritti dei latinoamericani in seguito alle affermazioni del presidente, mentre altri si sono schierati ancora più fermamente attaccando la sua figura come Trump Hands di Cannonball Creek Brewing Company e la Dumb Donald du Spiteful Brewing. Alcuni birrifici e alcuni pub della zona di Chicago si sono raccolti in vere e proprie zone anti-Trump, accogliendo tutte le persone che quotidianamente venivano accusate di scarso patriottismo o non adesione alle sue linee populiste. Da questo è nato People Power, una community in risposta al “continuo assalto ai diritti di voto” da parte “dell’amministrazione Trump e dei suoi alleati”.

La lotta per i diritti non si è fermata soltanto al contrasto delle politiche di Trump ma si è focalizzata anche sul sostegno delle minoranze. Black is Beautiful è la campagna lanciata la scorsa estate da Weathered Souls e da Marcus Baskerville per sostenere il movimento Black Lives Matter attraverso la diffusione di una ricetta condivisa e la donazione dei profitti alla comunità afroamericana, portando avanti temi di profondo cambiamento sociale, sfidando il senso critico e portando la scelta sulla birra oltre un fatto gustativo. La potenza della protesta e di questa iniziativa ha coinvolto oltre 1.200 birrifici di tutti gli USA riuscendo a donare $ 1,7 milioni a organizzazioni e enti di beneficenza che supportano l’uguaglianza, l’inclusione e la diversità.

Mentre scrivo questo, contemplo come il paese possa andare avanti, come noi, come popolo, possiamo creare il cambiamento e cosa servirà per tutti per andare avanti con il comune rispetto reciproco. Per noi, riteniamo che questo sia il nostro contributo a un passo.

A volte è tutto ciò che serve per il cambiamento.

Non ci si ferma, ovviamente, qui.

Hands Off My Fruit è il drop di Cerebral per sostenere il diritto alla meternità e le pari opportunità sul lavoro, mentre le iniziative a sostegno del movimento LGBTQ+ sono portate avanti da anni da artigianali e industriali come nel caso della Rainbow di Brooklyn. Interrogato sulla questione dell’All styles Welcome, l’insegna al neon all’interno del birrificio che indica la promozione delle pari opportunità come filosofia aziendale Rob Burns, co-fondatore e presidente di Night Shift Brewing ha ribadito ancora una volta che «È importante assicurarsi che le persone sappiano che ‘All Styles Welcome’ è qualcosa che prendiamo sul serio. Se non è qualcosa che ti piace, probabilmente questo non lo è ‘ è il posto che fa per te».

Non solo politica, i birrifici americani si stanno impegnando sempre di più sul lato della sostenibilità, da Stone Brewing alla politica carbon-free di BrewDog., anche New Belgium Brewing Company si è concentrata sulle questioni ambientali.

Nel resto del mondo i birrifici, con più ritardo, hanno cominciato a rispondere presente alle lotte. “Cosa ti è successo? Perché ti è così difficile essere d’accordo? ». Inizia così il testo dell’etichetta della serie limitata di Chula che, nel 2019, ha voluto spingere i diversi leader politici spagnoli a raggiungere accordi per lanciare un governo in Spagna. In questi giorni la notizia che Kirin, il colosso di birra giapponese che possiede marchi mondiali come XXXX, Tooheys e Little Creatures, smetterà di avere accordi con i birrifici del Myanmar in seguito al colpo di stato, rinunciando di fatto a un mercato importante ma dai toni negativi, come denunciato da Amnesty International, portando, probabilmente, altri gruppi a seguire la stessa strada.

In questi tempi scegliere che birra bere sta assumendo sempre di più un significato politico, non solo contro presidenti e a favore dell’emancipazione sociale, ma anche in difesa e a sostegno della propria comunità, che sia anche solo acquistando nel birrificio di quartiere o promuovendo un utilizzo consapevole delle risorse e delle eccellenze territoriali, salvaguardando l’ambiente e il lavoro della zona.