birrette in villa reggio emilia

La terza edizione di Birrette in Villa arriva a Reggio Emilia

Sin dalla sua nascita, avvenuta ormai tre anni fa a Verona, Birrette in Villa ha cercato di portare fra le persone uno dei modi ideali per gustare birra artigianale e musica, cioè prendendo il meglio dai due e farci una festa. Nel 2021 hanno deciso di portare questo concept a Reggio Emilia inserendosi nel contesto di rilancio e riappropriazione di uno spazio storico come quello di Villa Levi. Gli eventi di birra artigianale La formula è semplice ed efficace, tre serate, nove birrifici artigianale (Birrificio OBICI, Toptà, La Spezia Brewing Co., Birra Monte Baldo, Biren, Emod Brewery, Radical Brewery, Birrificio Apuano, Birrificio Agricolo Sorio), tre concerti (Bruno Belissimo, Auroro Borealo e Ditonellapiaga) a ingresso gratuito.

Si parte venerdì sera (info qui) e continua dal pomeriggio alla sera di sabato e domenica con djset e spine in fresco. Di quello che ci aspetterà a Birrette in Villa ne abbiamo parlato con Tommaso Stanizzi, uno dei fondatori.

 

 

Birrette in Villa si sposta per la sua terza edizione a Reggio Emilia, dopo due edizioni a Verona. Ci racconti come è nato tutto? E perché la decisione di spostarsi?

L’idea è nata per proporre qualcosa di nuovo e accostare alle classiche feste della birra una contesto differente che curi nel profondo ogni aspetto, cercando di non tralasciare i dettagli. L’idea di spostarsi è stata molto naturale. Cerchiamo eccellenze da tutte le regioni d’Italia e ci è sembrato il caso di avvicinarci a vicenda. La volontà è, anzi, proprio quella di cambiare ogni due anni per diffondere questa nostra idea di festival e svilupparla sempre di più.

Cosa significa, per voi, realizzare il festival all’interno di un progetto importante di riqualificazione che punta sulla rinascita e appropriazione di un luogo come Villa Levi?

Abbiamo immediatamente colto l’occasione. Birrette in Villa nasce proprio in un contesto di questo tipo, ancora meglio se con una storicità importante. I progetti di riqualificazione, anche legati al nuovo modo di pensare gli eventi a causa della pandemia sono davvero preziosi. Siamo onorati di poter rientrare nella programmazione di riqualificazione di questo spazio.

Cosa vi aspettate dal festival?

Ci aspettiamo che la gente si diverta. Che possa passare tre giorni piacevoli, degustando alcune delle eccellenze italiane. Mai come oggi c’è bisogno di spensieratezza e se nell’ottenerla c’è anche un modo per supportare i produttori, proponendo un mix di qualità e intrattenimento, lo trovo davvero molto bello.

Birra artigianale e musica sono due collanti sociali da sempre e in questo periodo ancora di più. In che direzione sono andate le vostre scelte (sia per birrifici che per musica)?

Birra e musica da sempre sono un connubio vincente. Per questo abbiamo cercato di scegliere e coinvolgere birrifici che ci convincono di più. Studiamo, selezioniamo e contattiamo i produttori che secondo noi ben si sposano con la nostra filosofia e l’idea di evento. Così accade con la musica, ricercando gli artisti che ci piacciono e che crediamo possano sposarsi bene con la nostra idea.

Da cosa nasce la vostra scelta di dare spazio alla birra artigianale?

Siamo partiti da un concetto semplice. Un conto è degustare una birra, un altro è degustare una birra e farsela raccontare da chi la produce e scoprire la storia dietro ognuna. Questo per noi è fondamentale, lo stesso per la musica. Crediamo possa essere un valore aggiunto e un modo per scoprirla e contribuire alla sua diffusione.

Info biglietti e ingresso qui

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