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In Irlanda non si trovano più fusti di birra

Se pensavate che il Dry January, la moda healthy che impone una sobrietà assoluta nel primo mese dell’anno per smaltire il Fat Fat December, fosse una mossa coraggiosa e sensata dovrete ricredervi perché l’Irlanda è andata molto, molto più in là. Dimenticatevi quindi dei leprecauni al bancone, alla fine dell’arcobaleno non ci sono più pentole d’oro ma fusti di birra.

Per combattere la terza ondata di Covid-19 che sta colpendo duramente l’Irlanda, il governo ha rilanciato il progetto del Dry Ireland, un lockdown per pub e beershop totale nel tentativo di limitare al massimo il rischio di contagio. A questa chiamata alle armi hanno risposto attivamente sia i publican (smettendo di fare consegne d’asporto) sia i superfornitori come Diageo (Guinness, Carlsberg e Rockshore) e Heineken, smettendo di fornire fusti al paese e lasciandolo praticamente a secco.

Se stanno finendo la birra è una buona notizia

In questo modo il Taoiseach ha commentato la situazione, riferendosi in particolar modo alla lotta contro gli shebeen, i pub illegali diffusi in tutto il paese, dotati spesso di spazi per oltre 40 persone e, inevitabilmente, un rischio per tutto il paese. Gli shebeen attivi, secondo le fonti governative, ammontano attualmente a più di mille unità in tutta Irlanda, con il governo che continua a lottare per chiuderli e salvaguardare la salute dei suoi cittadini.

La situazione non è destinata a finire qui, per il primo ministro infatti, pub e ristoranti potrebbero rimanere chiusi fino alla metà di maggio e il Dry Ireland potrebbe arrivare fino all’estate, inaugurando il San Patrizio più sobrio di tutti i tempi.

[Fonte: Sunday World]

 

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